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Agopuntura adesso ci credi?

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2 anni fa insieme al mio medico Cinese decidemmo di fare alcune sedute di agopuntura per risolvere alcuni problemi legali alla digestione.

Si hai capito bene l’agopuntura non serve solo per i dolori “esterni” ma anche per riequilibrare scompensi di natura diversa.

Non tutti ci credono, come non tutti credevano che funzionasse come antidolorifico.

Ma studia studia studia……….  alla fine ……. hanno scoperto che FUNZIONA!!

Come mai l’agopuntura funziona? Come fanno semplici aghi a sostituire gli antidolorifici? Semplice: ne producono uno che agisce in modo del tutto naturale.

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L’Università di Rochester, New York, ha scoperto il meccanismo molecolare che sottostà agli effetti analgesici di questa pratica millenaria. Gli aghi infatti stimolano il tessuto trattato a rilasciare una sostanza, finora nota per i suoi effetti pro sonno: l’adenosina. Questo sarebbe allora il segreto degli spilli! Durante la scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscienze, i ricercatori hanno inoltre triplicato i benefici dell’agopuntura aumentando localmente la concentrazione di questo nucleotide. Vediamo più da vicino lo studio.

Utilizzando alcune cavie, i ricercatori hanno appurato che il rilascio dell’adenosina nella zona di dolore – in questo caso le zampe - durante un trattamento di agopuntura standard viene aumentato di 24 volte proprio grazie all’applicazione degli aghi. Quindi gli aghi non solo stimolano la produzione della molecola, ma anche l’aumento del rilascio stesso. Ed è questa che riduce la percezione del dolore.


Studiando quindi il rapporto dell’agopuntura con il sistema nervoso periferico, il team capitanato da Maiken Nedergaard, ha confermato che questa pratica orientale d’origine cinese è efficace e scientificamente vera. Gli aghi vanno a stimolare i tessuti in profondità proprio laddove l’adenosina risiede ed è attiva.


La ricerca allora ha sicuramente scagliato un pietra a favore di una pratica alternativa alla medicina tradizionale che sempre più sta prendendo piede anche in occidente. Non è vero che ha solo un effetto placebo, che è da masochisti o, peggio, da stregoni! Tra l’altro in Italia l’abilitazione a praticare questo tipo di cura è concessa solo a chi è medico chirurgo. Contro il dolore acuto e cronico l’agopuntura agisce davvero come farmaco naturale al 100% perché prodotto proprio da noi stessi.

Questa terapia da sempre mira alla salute e il benessere , anche se pare un controsenso farsi infilare fisicamente sotto la pelle, per alleviare i nostri mali, sottili aghi in punti precisi del corpo come su una mappa. Ma invece funziona e ora sappiamo scientificamente il perché. Inoltre, se fatta a regola, i danni e gli effetti collaterali sono nulli, a differenza delle usuali medicine.

Finalmente abbiamo colto uno dei segreti ancestrali di questa forma di medicina alternativa” dichiara indotto Rosario Porzio, farmacista ed esperto in medicina naturale. "L'agopuntura è stata un pilastro della medicina in alcune parti del mondo per 4.000 anni, ma perché non è stato capita del tutto, molti sono rimasti scettici (...) Il nostro studio mostra che vi è un chiaro meccanismo biologico dietro l'agopuntura" dice proprio Maiken Nedergaard.

Finalmente si inizia ad intravedere e a scoprire i misteri che ci sono dietro le terapie alternative. Fino ad ora non si sapeva come facessero a guarire e, come tante altre terapie olistiche (l’omeopatia, la riflessologia, la naturopatia solo per citarne qualcuna), venivano ghettizzati ai margini della medicina “vera”. Queste medicine, come suggerisce il nome – holos in greco è intero – considerano la persona da curare nella sua totalità e non lo scompongono nei singoli organi che lo costituiscono appunto.

Noi di Migliorasubito.com amiamo ripetere che la medicina tradizionale (cioè allopatica) è valida ma limitata e non può “dettare legge” su tutto.

Infatti queste terapie alternative possono essere integrate con le cure comuni.


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Se quindi finora siete stati scettici e vi siete imbottiti di antidolorifici per curare mal di testa, mal di denti, mal di schiena, ma anche per risolvere patologie non associate al dolore fisico come l’ansia, l’asma, l’insonnia ora potete sapere per certo che la medicina per tutto questo risiede in noi: anche se sembra un ossimoro, potete tranquillamente, per liberarvi dal male, affidarvi non più a mani competenti, quanto piuttosto ad aghi esperti!

Conosci la differenza tra Acido & Alcalino?

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Oggi parleremo di come l’alimentazione incida su acidità e alcalinità dell’organismo e i pregi di un’alimentazione alcalinizzante, e avremo un’ulteriore conferma della bontà della nostra alimentazione mediterranea  (cereali, verdure a volontà, legumi tutti i giorni, frutta fresca e semi oleosi, latticini, uova, poco pesce, poca carne solo bianca).

Il ph (Pondus Hydrogenii) è l’unità di misura del grado di acidità/alcalinità di una sostanza. La scala va da 0 a 14. Da 0 a 7 la sostanza è acida, da 7 a 14 essa è alcalina (o basica). Il valore 7 rappresenta la neutralità.

Pochi si occupano e si preoccupano del delicatissimo meccanismo di mantenimento del giusto ph all’interno del nostro organismo, mentre invece è una delle sue attività prioritarie, tanto che per mantenerlo nel giusto intervallo (che può oscillare di pochissimi decimi di punto, pena la morte) è disposto a mettere in secondo piano la salute di organi e apparati e non bada a interventi anche estremi pur di rimediare a una oscillazione troppo marcata.

Il sangue di un individuo in ottima salute ha sempre un ph di 7.4 (leggermente alcalino), mentre il ph medio dei vari tessuti (più che altro dei liquidi presenti fra le cellule) oscilla con i ritmi circadiani (cioè giorno-notte) fra una tendenza verso l’acido mattutina e una più alcalina serale, mantenendosi comunque strettamente vicino alla neutralità (che è ph 7). L’organismo è dotato di un sofisticato sistema tampone il cui scopo è il mantenimento del ph leggermente alcalino necessario al corretto svolgimento del metabolismo. Gli stati di malattia alterano il ph tissutale costringendo l’organismo a grandi sforzi per riportarlo al giusto valore.

Fattori che aumentano l’acidità in un organismo in salute:
- Il normale ricambio cellulare
- Gli alimenti acidificanti
- Alimentazione eccessiva
- Stress emotivo e psicologico
- Stress fisico
- Sedentarietà (per la minore ossigenazione dei tessuti)

Fattori che aumentano l’alcalinità in un organismo in salute:
- Gli alimenti alcalinizzanti
- Alimentazione moderata
- L’attività fisica moderata (per la maggior ossigenazione)

E’ ormai assodato che l’invecchiamento si associa ad una costante perdita di composti alcalini. Questo porta ad un aumento di fenomeni di iperacidosi locali e conseguenti fenomeni di infiammazione e condizioni favorevoli alla degenerazione dei tessuti

Un aspetto interessante legato all’invecchiamento associato alla perdita di alcalinità (e dunque ad una progressiva acidosi) è che questo può voler dire due cose: o è l’invecchiamento che porta a questa naturale perdita oppure è la progressiva acidosi che lo causa (o accelera, visto che non siamo immortali). In questo secondo caso (estremamente interessante), mantenere ben fornite le riserve alcalinizzanti dell’organismo potrebbe voler dire invecchiare meglio, più lentamente e con meno malattie degenerative.
Un altro effetto più subdolo di un eccesso di acidità è dovuto al fatto che l’organismo, per contrastarla, deve mettere in circolo composti alcalinizzanti. Gli elementi chimici che ha a disposizione sono principalmente i bicarbonati e i quattro minerali calcio, potassio, sodio e magnesio con i loro composti. Se non ci sono in circolo abbastanza composti alcalinizzanti l’organismo in emergenza li mobilita dai tessuti, prelevando ad esempio il calcio presente nelle ossa (la maggior riserva di minerali che abbiamo) e nei denti e causando a lungo andare osteoporosi.
Il problema è che possiamo andare avanti per anni a erodere le nostre ossa prima di accorgerci della nostra acidosi.

Attenzione: non pensiamo che più il ph è alcalino meglio sta l’organismo. Non è assolutamente così. Semplicemente il ph deve rimanere al giusto valore, poiché variazioni in qualsiasi direzione anche di pochi decimi di punto possono portare alla morte. Il problema è lo sforzo continuo che il nostro metabolismo deve fare per mantenere il giusto valore di ph (e spesso, con l’alimentazione diffusa oggi, non ce la fa), tenendo presente che fronteggiare un’acidosi (soprattutto se protratta nel tempo) è molto più problematico e faticoso che fronteggiare un’alcalosi, che infatti è molto meno frequente in un individuo sano. Se dunque dobbiamo stare molto attenti ad una dieta eccessivamente acidificante, possiamo porci meno limiti riguardo gli alimenti alcalinizzanti, e aiutare così il nostro corpo nella lotta all’acidità con la dieta.

Sapere se il nostro organismo tende all’acidosi o comunque sapere il ph medio non è facile per due motivi: il primo è che gli esami che misurano il ph tissutale medio sono complessi, e il ph dei fluidi oltre il sangue (tipo urina, saliva) non è sempre indicativo del ph reale perché il ph di questi fluidi cambia nel corso della giornata. Il secondo è che misurando ad esempio i ph di sangue, urina e saliva, e trovandoli perfetti, non possiamo dire di non avere problemi di tendenza acida perché magari in quel momento l’organismo sta facendo uno sforzo immane per mantenere, come è tassativo, il ph nell’intervallo vitale, con grande smobilitazione di riserve di minerali alcalini anche dalle ossa.

Tuttavia un’indicazione di massima si può avere. Per prima cosa occorre procurarsi una confezione di cartine al tornasole. Si trovano in farmacia (potete tranquillamente dire che vi servono per misurare il ph dell’urina) in forma di striscette di carta o di rotolini continui da cui si strappano volta per volta le porzioni di striscia che servono (più economici). Immergendo la striscetta nel liquido essa cambia di colore, e confrontandolo con la scala riportata sulla scatola possiamo sapere il ph del liquido. Una volta in grado di fare le misure occorre annotarsi il ph dell’urina misurata nell’arco della giornata (la mattina appena alzati, metà mattina, dopo pranzo, pomeriggio, dopo cena). Se sapete di avere un’infezione urinaria anche lieve in corso rimandate, poiché essa la renderebbe sempre alcalina. Se invece state bene, solitamente al mattino risulta più acida, per poi diventare più alcalina a metà mattina, di nuovo acida dopo pranzo, molto alcalina al pomeriggio e nuovamente acida la sera dopo cena. Se già al mattino l’urina è alcalina allora siete messi bene, e se durante la giornata, pur scendendo il ph, si mantiene diciamo sopra 6.5 e al pomeriggio supera abbondantemente 7.5 avete buone probabilità di essere sulla strada giusta. Viceversa se si mantiene acida per buona parte della giornata e la mattina è molto sotto ph 6.0 allora abbiamo un po’ di lavoro da fare. Lo stesso si può fare con la saliva, così avremo un parametro in più.

Come fare a contrastare la tendenza all’acidosi?

Come vedremo la dieta può fare molto.

Cominciamo dall’acqua. E’ buona norma bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno, comprendendo in questo conteggio eventuali bevande e il tè del mattino o del pomeriggio. Solitamente l’acqua dell’acquedotto è leggermente alcalina (per legge deve avere in ph fra 6.5 e 8.0 ma di solito è 7.5), e comunque possiamo misurarlo con una cartina al tornasole. Le acque in bottiglia possono avere un ph molto variabile, ma fortunatamente lo si trova sempre indicato in etichetta (a volte con la dicitura “concentrazione ioni idrogeno” o la desueta “potenza di idrogeno”). Evitiamo le acque acide, cioè con ph minore di 7.0, e preferiamo quelle alcaline. Personalmente ho trovato al supermercato acque con ph fino a 8.0 (ho scelto quelle), e nella mia indagine ne ho viste anche con ph inferiore a 6.0 (troppo acide). Bere acqua alcalina può aiutare l’organismo nella lotta all’acidosi. Esistono anche studi sull’utilizzo di acqua ionizzata alcalina (sono anche in vendita ionizzatori per l’acqua del rubinetto). Sembra molto efficace, anche se poco “naturale”.


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Riguardo gli alimenti, prima di tutto una precisazione: gli alimenti acidi o aciduli non sono necessariamente acidificanti, anzi spesso è l’opposto. Gli agrumi ad esempio (il succo di limone può avere anche ph 2.5) contengono acido citrico, che fa parte dei cosidetti “acidi deboli” (citrico, tartarico, malico, …) che con la digestione vengono trasformati in carbonati (di sodio, di calcio, di potassio, …) e dunque gli agrumi finiscono per essere molto alcalinizzanti. Viceversa cibi per niente acidi (come la carne) possono essere molto acidificanti. Il cibo più acidificante sono appunto le proteine animali.
Gli esami per dire se un cibo è acidificante o alcalinizzante sono complessi (occorre analizzare gli alimenti dopo la digestione, fare misurazioni del ph fisiologico) e probabilmente ne sono stati fatti pochi nel corso degli anni. Questo ha portato alla pubblicazione di tabelle spesso anche contraddittorie (si spera negli studi futuri). Le linee principali son però ben definite, e analizzando le varie tabelle si possono riassumere così:

Acidificanti

  • carne (proteine animali)
  • cereali raffinati (farina bianca ’0? e ’00? e loro derivati, pane bianco, pasta bianca, riso brillato, …)
  • zucchero e dolciumi
  • formaggi vaccini (soprattutto stagionati)
  • grassi animali (burro, strutto, …)
  • pesce
  • uova

Debolmente acidificanti o alcalinizzanti (più o meno neutri)

  • cereali integrali (il miglio è il più alcalinizzante)
  • formaggi ovini e caprini
  • grassi vegetali (olio di oliva, olio di semi, …)
  • latte, yogurt
  • legumi

Alcalinizzanti

  • verdura (le solanacee, cioè pomodori, melanzane, peperoni e patate sono poco alcalinizzanti, quasi neutre)
  • frutta (tranne mirtilli e prugne che sono un po’ più acidificanti)

Come tu stesso puoi constatare è facile ritrovarsi in acidosi consumando molti alimenti acidificanti, mentre è estremamente difficile sviluppare alcalosi consumando molti alimenti alcalinizzanti, e anche che un’alimentazione eccessiva e il sovrappeso (anche se la dieta è equilibrata) possono portare ad acidosi. Guardando le tabelle ci si rende subito conto di quanto sia pericolosamente acidificante lo stile alimentare diffuso al giorno d’oggi (cereali raffinati e dolcificati, poche verdure e frutta, quasi niente legumi, troppa carne, bibite acide e dolcificate, alimentazione eccessiva, …).
Chi per evitare l’osteoporosi evita i cereali integrali per via dell’acido fisico che ruba il calcio, paradossalmente peggiora la situazione, poiché i cereali raffinati sono molto acidificanti, e il rischio di smobilitare calcio dalle ossa è concreto. Parimenti, un eccesso di latticini vaccini, più acidificanti di quelli di pecora o capra, possono avere un effetto demineralizzante, all’interno di una dieta squilibrata, e dunque peggiorare l’osteoporosi.

Insomma l’alimentazione è la chiave di tutto.

tanta frutta e verdura, una grande quantità di alimenti alcalinizzanti, questo è quello che dovresti fare.

Ridurre l’uso della carne (soprattutto quella rossa) minimizza l’alimento più acidificante, cioè le proteine animali, e le sostituisce quasi completamente con quelle vegetali (legumi + cereali integrali).

I 7 amici della salute degli adolescenti

Gli 7 amici della salute dei bambini e ragazzi, non sono né cibi, né farmaci:

si chiamano complementi alimentari naturali e sono sostanze che aiutano a preservare benessere e vitalità in modo sicuro e naturale.

La natura offre alcuni elementi chiamati complementi alimentari naturali.

Per la loro straordinaria capacità di contenere tutti gli elementi necessari all’organismo in forma concentrata, naturale e altamente assimilabile, queste sostanze vengono usate con successo da anni per prevenire, migliorare o guarire disturbi e malattie.


Pappa reale: allergie, anoressia, colite, dolori e disturbi mestruali, ulcere, malattie cardiovascolari.
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Olio di fegato di ippoglosso: ritardo di crescita, decalcificazione, carie, fratture,  rachitismo.
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Olio di lino: allergie, infezioni recidivanti (bronchiti, sinusiti, cistiti, raffreddori, influenze), malattie cardiovascolari, pelle secca.
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Spirulina: acne, anemia, convalescenza, malattie cardiovascolari, dismenorrea, eczemi, ipercolesterolemia, obesità, problemi oculari, deficit del sistema immunitario,
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Germe di grano: astenia, convalescenza, depressione, intossicazione, , eczemi, acne, pelle secca, dismenorrea, sindrome premestruale, ustioni.
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Polline: anemia, astenia, fragilità capillare, colite, dimagrimento, disturbi della termoregolazione, eczemi, influenza, affaticamento della vista, stipsi.
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Olivello spinoso: astenia, debolezza di capillare, ematomi, gengive sanguinanti, influenza, infezioni, intossicazioni, stress.
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ATTENZIONE !!

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Come ti ho già detto nel precedente articolo, io alcuni di questi “complementi naturali” li uso per me. mentre altri li ho usati (anzi li sto usando adesso) per mio figlio.

Chiedi sempre al tuo medico di fiducia, ma ricordati il miglior medico di te stesso (e dei tuoi cari) SEI TU!  quindi proponi chiedi consiglio, insomma non essere passivo con il tuo medico, perché la discussione porta sempre vantaggi.

A volte il medico preso in mille problemi giornalieri si “dimentica” di darti un suggerimento semplice ma efficace, quindi sii propositivo.

Esiste una relazione?

Stiamo finalmente terminando gli audio dei 5 Tibetani, Livio non vuole registrare la sua voce e questo ci crea dei problemi.

Proprio in una delle discussioni fatte assieme in questi giorni, gli ho chiesto di spiegarmi (e di farsi dire da sua moglie HONG)  qual'è la relazione tra i 5 TIBETANI e il TAI CHI

Tu che ne pensi?

Io ho praticato Tai chi per 2 anni (molto poco) e mi sono convinto che esiste una relazione tra tutte le cosidette arti interne

I Riti TIbetani possono rappresentare il "distillato" il "succo del benessere" di queste arti.

Guardando questo video in cui una bambina si esercita sono rimasto incantato dalla flessibilità e dai movimenti....


Livio continua a ripetermi che da quando vede i suoi "suoceri" fare i riti tutti i giorni, lui non ha dubbi sul motivo del benessere e dell'aspetto giovanile di queste persone.

Bene Livio !!  allora cosa aspetti a darci questo manuale sui 5 riti Tibetani?


Papaia : Quale usare e perchè

Nella mia continua ricerca e sperimentazione di prodotti naturali, ho deciso di provare in questo periodo èprima del caldo, un integratore che non ho mai provato. LA PAPAYA La papaia protegge l'organismo con la sua azione antiossidante, aumenta la vitalità e stimola ledifese immunitarie riducendo il rischio di tumori e prevenendo l'invecchiamento precoce. Questa è una prima definizione della papaya Le popolazioni autoctone dei Caraibi chiamavano la papaia "frutto degli angeli". Da questo frutto soprannaturale & divino, attingevano vitalità energia e giovinezza.

La pianta della Papaia

La papaya è una pianta originaria dell'America tropicale e subtropicale. Come quasi tutte le piante di queste zone, anche la papaia si presenta con un albero imponente molto simile alla palma e può raggiungere i 10 mt d’ altezza. I frutti superano anche i cinque chili di peso, e sono a forma di melone Giunto a maturazione, ha un colore giallo arancio,  l'interno è composto da una polpa succosa arancione acceso molto dolce, al centro sono racchiusi gli sferici semi color nero.

cosa contiene?

Il frutto della papaia è ricco di enzimi proteolitici (scindono le proteine in aminoacidi elementari), vitamina C. e di carotenoidi ( vitamina A ) inoltre è presente anche la vitamina del gruppo B e la vitamina E La papaia è particolarmente ricca di potassio e povera di sodio (100 g di papaia contengono 36 kcal).

Le principali proprietà della papaia.

  • favorisce il processo digestivo
  • facilita l'eliminazione delle scorie delle tossine
  • degrada le proteine dei processi infiammatori e delle secrezioni catarrali
  • aumenta la vitalità dell'organismo
  • riduce la fatica
  • stimola il sistema immunitario
  • migliora la risposta allo stress dell'organismo
  • previene l'invecchiamento
  • riduce il rischio tumorale

E se potessi avere una "PAPAYA" molto ma molto più potente?

La puoi avere utilizzando la papaia fermentata. La papaia fermentata, si differenzia dalla papaia frutto soprattutto per quanto riguarda il D-Glucano, oligoside presente soltanto nella papaia fermentata. I nuovi composti creati durante il processo di fermentazione conferiscono alle proprietà del frutto della papaia maggior potere antiossidante in abbinamento a nuove proprietà immunostimolanti rivitalizzanti. Per sfruttare al massimo i benefici della papaia frutto è consigliabile mangiarla durante il pasto piuttosto che consumarla a parte. Alcuni dei costituenti della papaia vengono assorbiti meglio in associazione ai grassi per questo motivo è preferibile mangiarla durante i pasti. Se assumete invece papaia fermentata, il consiglio è di assumerla almeno mezz'ora prima di colazione o almeno un'ora dopo il pasto. La papaia facilita la digestione, favorisce l'eliminazione delle tossine e delle scorie metaboliche, protegge l'organismo con la sua azione antiossidante, aumenta la vitalità e stimola le difese immunitarie riducendo il rischio di tumori e prevenendo l'invecchiamento precoce. Come facile immaginare, i molteplici utilizzi  sono tutti dovuti al suo contenuto di enzimi, vitamine ed antiossidanti.  Gli enzimi digestivi presenti  degradano le proteine e facilitano la digestione. I carotenoidi presenti combattono i radicali liberi mentre la vitamina C. facilita la risposta immunitaria allo stress. Inizio la mia cura il 25 Maggio .....  stai tranquillo che il 25 Giugno ti dirò come mi sono trovato e soprattutto quale marca ho scelto per la mia prova. torna a trovarci e mettici tra i tuoi preferiti ciao Walter De Santis Il "ricercatore" del benessere

Avrai saputo del terremoto…

Ciao Sono  Livio Sortino, Come mi capita spesso ultimamente mi devo scusare per il ritardo con cui pubblicherò il mio prodotto “i 5 Tibetani” Ma questa volta come hai sicuramente visto in televisione nella regione Cinese dove vivo c’è stato un terremoto devastante, quindi come puoi immaginare … ho altro da fare …. La cosa incredibile in questa regione al confine con il Tibet, è l’attaccamento alle antiche tradizioni: Nella disperazione vedo gente che la mattina (dopo aver dormito all’aperto) fa TAI CHI come se nulla ci fosse intorno. Una Grande lezione da imparare

Sulla pratica dei 5 Tibetani avevo questi dubbi, e tu?

Cara amica/o

Sono Livio sortino … e ….. E’ GIA’ TUTTO PRONTO

  • Gli ebook da leggere
  • Gli audio-training da ascoltare
  • Le mappe mentali
  • e qualche piacevole regalo

A breve ti metterò a disposizione tuto quello che mia moglie mi ha insegnato, spero vivamente che ti sarà utile :)

Ho ricevuto sul blog, una interessantissima testimonianza (magari molti di voi l’hanno già letta) però proprio per non farla passare inosservata, ne faccio un articolo del blog…. buona lettura.

 

Ciao Livio, sono Anna da Milano e grazie per aver scritto questo blog. Finalmente ho trovato le persone che hanno una certa esperienza, mi piacerebbe sapere del tuo personale percorso e farti alcune domande.
Ho cominciato a praticare i 5 Tibetani da 5 mesi e devo dire che i benifici che ho avuto subito dopo 3 settimane di questa meravigliosa pratica sono notevoli, oltre a disintossicazione e alla "pulizia interna" degli organi, ho perso anche il peso. Non e' che avevo i chili in piu', ma semplicemente mi sono asciugata i tessuti e ho aumentato la massa muscolare. Forse a qualcuno puo' interessare, ma nelle prime 3 settimane mi sono riapparse tutti i mali del mondo che non mi facevano la visita da un bel po'.

L'influenza che non sembrava mica "normale" con gli scarichi del muco dal naso che avevo pure la vergogna stare davanti alla gente, l'herpes ,se mi ricordo bene, l'ultima volta l'ho avuto 20 anni fa', mal di testa in continuazione, la febbre che non aveva nessuna spiegazione, più' la diarrea.

Immaginate come mi sentivo! Anzi, stavo quasi a prendere una decisione sbagliatissima....di SMETTERE!!!!. Meno male che ho trovato la ragione di continuare e non prendermi dal panico. Ecco, quello che volevo dire alle persone chi si avvicinano a questa pratica, il peggioramento dei vostri "acciacchi di vecchiaia" e piuttosto una cosa NORMALISSIMA.

Non smettete!

Tutto questo vi fa' capire che dentro di voi si sta smuovendo tutto, ma proprio tutto.

Dovete solo aiutare a voi stessi ad espellere quanto si e' accumulato, mangiate piu' verdure, frutta, bevete le tisane, non prendete i farmaci ( salvo caso se non vi siete in cura e la sospensione di un farmaco vi puo' costare caro).

 
Quando eseguivo solo 3-4 ripetizioni di ciascun rito, la mattina dopo mi sentivo come se mi fosse scontrata con un tir.

Dopo una settimana tutti questi sintomi sono scomparsi improvvisamente, cosi come sono apparsi e mi son sentita molto "leggera", unica cosa che non potevo, per la mia preparazione fisica, aumentare di 2 ripetizioni ogni settimana come consiglia Kelder. Ecco, la domanda: presumo che tu abbia raggiunto tutte 21 ripetizioni di ciascun rito, e' normale che io ne ho raggiunto solo 15 e se aumento, faccio fatica? Quanto tempo hai impiegato?
Devo precisare, se per un motivo o l'altro ( classici giorni del mese per noi donne) ne esegue 3-5, poi devo riprendere dal minor numero di ripetizioni ( così' come consiglia Kelder), aumentando nei successivi giorni.
Un altra domanda. Energeticamente mi sento le pile scariche come prima, qualcosa e' cambiato sicuramente, sono piu' resistente allo stress del lavoro, sono piu' "zen" nel reagire alle certe situazioni, ma non sento tutta questa carica dell' energia vitale di cui parlano tutti. Dove sbaglio?
Ti sarei molto grata se mi spiegassi un po' di cose, perchè ormai della tecnica "cruda" i siti sono pieni di informazione. Anche se io, personalmente, ritengo che il secondo volume del libro " I cinque tibetani. Applicazioni pratiche del manuale di Peter Kelder" di Edizioni Mediterranee e' quello migliore.
Ti ringrazio infinitamente.
Che sia benedetto il tuo percorso spirituale

Anna…. veramente grazie per questa tua testimonianza e ti auguro tanta vitalità ed energia all’interno della tua vita……

Veniamo subito alle domande:

La prima; Mi chiedi se fermarsi alle 15 ripetizioni è normale o se è normale provare fatica per arrivare alle 21 ripetizioni.

Io normalmente ne faccio 21, ma non è importantissimo, è più importante chiedere qual’è lo stato del mio “CIRCOLO DELLA VITA” e quali sono tutte le parti che compongono il “mosaico”

La seconda:  perché ti senti energicamente “scarica”.

Come puoi intuire, forse non volendo, le tue 2 domande in realtà sono LA STESSA DOMANDA.

Quali altri pezzi mancano al mio mosaico affinché il mio “circolo della vita” sia positivo ed ad un buon livello energetico ? Ecco la domanda a cui rispondere

Può essere che non fai gli esercizi nel modo corretto, ma questo è un problema (nel tuo caso) secondario, devi come prima cosa analizzare questi aspetti della tua vita:

  • Alimentazione  (poche verdure crude – molte cotte, minestre, riso, carne con moderazione)
  • Luogo dove dormi: ( rumoni, fonti elettromagnetiche, tipo di materasso, orientamento della testa e tubi dell’acqua nei muri)

Guarda Anna, è inutile essere integralisti, io vivo in cina in un posto dove ancora il cibo è sano (e non ne arriva molto) ma quando mi trovo ad andare in giro nelle grandi città anche cinesi, spesso mangio delle vere schifezze.   In Italia è uguale; la verdura che mangi è piena di veleni chimici, quindi è necessario aiutarsi con degli integratori a supporto, altrimenti ti sembra di mangiare sano ma in realtà non è così.

Ti consiglio l’uso di molte spezie nei tuoi piatti, e di non mangiare frutta alla fine dei pasti.

Purtroppo non posso dilungarmi nelle spiegazioni, ma ti prometto che troverai tutte le tecniche che io ho imparato all’interno del prodotto “I 5 Tibetani”  (c’è un bel capitolo sull’alimentazione)

grazie di cuore a presto

Livio Sortino