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Conosci la differenza tra Acido & Alcalino?

dieta



Oggi parleremo di come l’alimentazione incida su acidità e alcalinità dell’organismo e i pregi di un’alimentazione alcalinizzante, e avremo un’ulteriore conferma della bontà della nostra alimentazione mediterranea  (cereali, verdure a volontà, legumi tutti i giorni, frutta fresca e semi oleosi, latticini, uova, poco pesce, poca carne solo bianca).

Il ph (Pondus Hydrogenii) è l’unità di misura del grado di acidità/alcalinità di una sostanza. La scala va da 0 a 14. Da 0 a 7 la sostanza è acida, da 7 a 14 essa è alcalina (o basica). Il valore 7 rappresenta la neutralità.

Pochi si occupano e si preoccupano del delicatissimo meccanismo di mantenimento del giusto ph all’interno del nostro organismo, mentre invece è una delle sue attività prioritarie, tanto che per mantenerlo nel giusto intervallo (che può oscillare di pochissimi decimi di punto, pena la morte) è disposto a mettere in secondo piano la salute di organi e apparati e non bada a interventi anche estremi pur di rimediare a una oscillazione troppo marcata.

Il sangue di un individuo in ottima salute ha sempre un ph di 7.4 (leggermente alcalino), mentre il ph medio dei vari tessuti (più che altro dei liquidi presenti fra le cellule) oscilla con i ritmi circadiani (cioè giorno-notte) fra una tendenza verso l’acido mattutina e una più alcalina serale, mantenendosi comunque strettamente vicino alla neutralità (che è ph 7). L’organismo è dotato di un sofisticato sistema tampone il cui scopo è il mantenimento del ph leggermente alcalino necessario al corretto svolgimento del metabolismo. Gli stati di malattia alterano il ph tissutale costringendo l’organismo a grandi sforzi per riportarlo al giusto valore.

Fattori che aumentano l’acidità in un organismo in salute:
- Il normale ricambio cellulare
- Gli alimenti acidificanti
- Alimentazione eccessiva
- Stress emotivo e psicologico
- Stress fisico
- Sedentarietà (per la minore ossigenazione dei tessuti)

Fattori che aumentano l’alcalinità in un organismo in salute:
- Gli alimenti alcalinizzanti
- Alimentazione moderata
- L’attività fisica moderata (per la maggior ossigenazione)

E’ ormai assodato che l’invecchiamento si associa ad una costante perdita di composti alcalini. Questo porta ad un aumento di fenomeni di iperacidosi locali e conseguenti fenomeni di infiammazione e condizioni favorevoli alla degenerazione dei tessuti

Un aspetto interessante legato all’invecchiamento associato alla perdita di alcalinità (e dunque ad una progressiva acidosi) è che questo può voler dire due cose: o è l’invecchiamento che porta a questa naturale perdita oppure è la progressiva acidosi che lo causa (o accelera, visto che non siamo immortali). In questo secondo caso (estremamente interessante), mantenere ben fornite le riserve alcalinizzanti dell’organismo potrebbe voler dire invecchiare meglio, più lentamente e con meno malattie degenerative.
Un altro effetto più subdolo di un eccesso di acidità è dovuto al fatto che l’organismo, per contrastarla, deve mettere in circolo composti alcalinizzanti. Gli elementi chimici che ha a disposizione sono principalmente i bicarbonati e i quattro minerali calcio, potassio, sodio e magnesio con i loro composti. Se non ci sono in circolo abbastanza composti alcalinizzanti l’organismo in emergenza li mobilita dai tessuti, prelevando ad esempio il calcio presente nelle ossa (la maggior riserva di minerali che abbiamo) e nei denti e causando a lungo andare osteoporosi.
Il problema è che possiamo andare avanti per anni a erodere le nostre ossa prima di accorgerci della nostra acidosi.

Attenzione: non pensiamo che più il ph è alcalino meglio sta l’organismo. Non è assolutamente così. Semplicemente il ph deve rimanere al giusto valore, poiché variazioni in qualsiasi direzione anche di pochi decimi di punto possono portare alla morte. Il problema è lo sforzo continuo che il nostro metabolismo deve fare per mantenere il giusto valore di ph (e spesso, con l’alimentazione diffusa oggi, non ce la fa), tenendo presente che fronteggiare un’acidosi (soprattutto se protratta nel tempo) è molto più problematico e faticoso che fronteggiare un’alcalosi, che infatti è molto meno frequente in un individuo sano. Se dunque dobbiamo stare molto attenti ad una dieta eccessivamente acidificante, possiamo porci meno limiti riguardo gli alimenti alcalinizzanti, e aiutare così il nostro corpo nella lotta all’acidità con la dieta.

Sapere se il nostro organismo tende all’acidosi o comunque sapere il ph medio non è facile per due motivi: il primo è che gli esami che misurano il ph tissutale medio sono complessi, e il ph dei fluidi oltre il sangue (tipo urina, saliva) non è sempre indicativo del ph reale perché il ph di questi fluidi cambia nel corso della giornata. Il secondo è che misurando ad esempio i ph di sangue, urina e saliva, e trovandoli perfetti, non possiamo dire di non avere problemi di tendenza acida perché magari in quel momento l’organismo sta facendo uno sforzo immane per mantenere, come è tassativo, il ph nell’intervallo vitale, con grande smobilitazione di riserve di minerali alcalini anche dalle ossa.

Tuttavia un’indicazione di massima si può avere. Per prima cosa occorre procurarsi una confezione di cartine al tornasole. Si trovano in farmacia (potete tranquillamente dire che vi servono per misurare il ph dell’urina) in forma di striscette di carta o di rotolini continui da cui si strappano volta per volta le porzioni di striscia che servono (più economici). Immergendo la striscetta nel liquido essa cambia di colore, e confrontandolo con la scala riportata sulla scatola possiamo sapere il ph del liquido. Una volta in grado di fare le misure occorre annotarsi il ph dell’urina misurata nell’arco della giornata (la mattina appena alzati, metà mattina, dopo pranzo, pomeriggio, dopo cena). Se sapete di avere un’infezione urinaria anche lieve in corso rimandate, poiché essa la renderebbe sempre alcalina. Se invece state bene, solitamente al mattino risulta più acida, per poi diventare più alcalina a metà mattina, di nuovo acida dopo pranzo, molto alcalina al pomeriggio e nuovamente acida la sera dopo cena. Se già al mattino l’urina è alcalina allora siete messi bene, e se durante la giornata, pur scendendo il ph, si mantiene diciamo sopra 6.5 e al pomeriggio supera abbondantemente 7.5 avete buone probabilità di essere sulla strada giusta. Viceversa se si mantiene acida per buona parte della giornata e la mattina è molto sotto ph 6.0 allora abbiamo un po’ di lavoro da fare. Lo stesso si può fare con la saliva, così avremo un parametro in più.

Come fare a contrastare la tendenza all’acidosi?

Come vedremo la dieta può fare molto.

Cominciamo dall’acqua. E’ buona norma bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno, comprendendo in questo conteggio eventuali bevande e il tè del mattino o del pomeriggio. Solitamente l’acqua dell’acquedotto è leggermente alcalina (per legge deve avere in ph fra 6.5 e 8.0 ma di solito è 7.5), e comunque possiamo misurarlo con una cartina al tornasole. Le acque in bottiglia possono avere un ph molto variabile, ma fortunatamente lo si trova sempre indicato in etichetta (a volte con la dicitura “concentrazione ioni idrogeno” o la desueta “potenza di idrogeno”). Evitiamo le acque acide, cioè con ph minore di 7.0, e preferiamo quelle alcaline. Personalmente ho trovato al supermercato acque con ph fino a 8.0 (ho scelto quelle), e nella mia indagine ne ho viste anche con ph inferiore a 6.0 (troppo acide). Bere acqua alcalina può aiutare l’organismo nella lotta all’acidosi. Esistono anche studi sull’utilizzo di acqua ionizzata alcalina (sono anche in vendita ionizzatori per l’acqua del rubinetto). Sembra molto efficace, anche se poco “naturale”.


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Riguardo gli alimenti, prima di tutto una precisazione: gli alimenti acidi o aciduli non sono necessariamente acidificanti, anzi spesso è l’opposto. Gli agrumi ad esempio (il succo di limone può avere anche ph 2.5) contengono acido citrico, che fa parte dei cosidetti “acidi deboli” (citrico, tartarico, malico, …) che con la digestione vengono trasformati in carbonati (di sodio, di calcio, di potassio, …) e dunque gli agrumi finiscono per essere molto alcalinizzanti. Viceversa cibi per niente acidi (come la carne) possono essere molto acidificanti. Il cibo più acidificante sono appunto le proteine animali.
Gli esami per dire se un cibo è acidificante o alcalinizzante sono complessi (occorre analizzare gli alimenti dopo la digestione, fare misurazioni del ph fisiologico) e probabilmente ne sono stati fatti pochi nel corso degli anni. Questo ha portato alla pubblicazione di tabelle spesso anche contraddittorie (si spera negli studi futuri). Le linee principali son però ben definite, e analizzando le varie tabelle si possono riassumere così:

Acidificanti

  • carne (proteine animali)
  • cereali raffinati (farina bianca ’0? e ’00? e loro derivati, pane bianco, pasta bianca, riso brillato, …)
  • zucchero e dolciumi
  • formaggi vaccini (soprattutto stagionati)
  • grassi animali (burro, strutto, …)
  • pesce
  • uova

Debolmente acidificanti o alcalinizzanti (più o meno neutri)

  • cereali integrali (il miglio è il più alcalinizzante)
  • formaggi ovini e caprini
  • grassi vegetali (olio di oliva, olio di semi, …)
  • latte, yogurt
  • legumi

Alcalinizzanti

  • verdura (le solanacee, cioè pomodori, melanzane, peperoni e patate sono poco alcalinizzanti, quasi neutre)
  • frutta (tranne mirtilli e prugne che sono un po’ più acidificanti)

Come tu stesso puoi constatare è facile ritrovarsi in acidosi consumando molti alimenti acidificanti, mentre è estremamente difficile sviluppare alcalosi consumando molti alimenti alcalinizzanti, e anche che un’alimentazione eccessiva e il sovrappeso (anche se la dieta è equilibrata) possono portare ad acidosi. Guardando le tabelle ci si rende subito conto di quanto sia pericolosamente acidificante lo stile alimentare diffuso al giorno d’oggi (cereali raffinati e dolcificati, poche verdure e frutta, quasi niente legumi, troppa carne, bibite acide e dolcificate, alimentazione eccessiva, …).
Chi per evitare l’osteoporosi evita i cereali integrali per via dell’acido fisico che ruba il calcio, paradossalmente peggiora la situazione, poiché i cereali raffinati sono molto acidificanti, e il rischio di smobilitare calcio dalle ossa è concreto. Parimenti, un eccesso di latticini vaccini, più acidificanti di quelli di pecora o capra, possono avere un effetto demineralizzante, all’interno di una dieta squilibrata, e dunque peggiorare l’osteoporosi.

Insomma l’alimentazione è la chiave di tutto.

tanta frutta e verdura, una grande quantità di alimenti alcalinizzanti, questo è quello che dovresti fare.

Ridurre l’uso della carne (soprattutto quella rossa) minimizza l’alimento più acidificante, cioè le proteine animali, e le sostituisce quasi completamente con quelle vegetali (legumi + cereali integrali).

Il caffè è cibo che guarisce

C - CAFFE' (macro stars)
Creative Commons License photo credit: Studio Fotografico Rinaldi

Mettiamo la parola "fine" a tutte le stupidaggini che si sentono sul caffè, ma partiamo dall'inizio:


Le leggende sulla comparsa di questa straordinaria bevanda sono svariate... ma secondo alcuni storici furono gli Etiopi per primi a diffondere la coltivazione della pianta del caffè, gli Arabi furono invece i primi ad impiegare le bacche sottoforma di bevanda.

All'inizio, constatato che i chicchi non avevano effetti nocivi, cominciarono a consumarne l'intero frutto (che si presenta sottoforma di bacche rosse simili a ciliegie) lavorandoli con grassi animali e, intorno all'anno 1000 d.C., vennero fatti bollire in acqua per ricavarne una bevanda aromatica.

Intorno al 1400 i grani di caffè vennero utilizzati per usi terapeutici e curativi come testimoniano alcuni documenti medici arabi dell'epoca.

Da lì all'Europa il salto fu breve... i Veneziani iniziarono ad importare questa usanza intorno al 1600 e dalla prima caffetteria nata a Venezia intorno alla metà dello stesso secolo, fu tale il successo che circa cent'anni dopo erano diventate un paio di centinaia. Le caffetterie cominciarono a nascere a macchia d'olio in tutta Europa, il prezzo del caffè iniziò a scendere e cominciò a diventare una bevanda popolare.

....E eccoci arrivare ai nostri giorni:

Il caffè fa bene o fa male?

quale contiene più caffeina, l'espresso o la moka?

quanti se ne possono bere?

  • Il contenuto di caffeina dell'espresso è basso cioè circa 40-60 mg. per una tazzina da 30 ml.
  • Nella moka ince siamo sui 80-100 mg. per una tazzina da 50 ml.
  • L'espresso del bar risulta quindi più leggero.

Parlano invece di quantità:

AL massimo 3 cafè al giorno e ottieni:

  • lo stimolo dei tessuti epatici
  • una migliore digestione
  • regola il battito cardiaco

Mai farlo bollire, mai prenderlo DECAFFEINATO

  • Se il caffè ri-bolle nella moka, vengono liberate 2 sostanze (cafeolo e cafestolo) che fanno aumentare il colesterolo
  • Con il decaffeinato, si rischia di ingerire una buona dose di solventi chimici usati per il trattamento di decaffeinazzione (diclorometano, acetato di etile) 

Una nota personale,

Io avevo l'abitudine di prendere il caffè appena sveglio al mattino.

Non lo faccio più!!:!:

L'ho sostituito con un bicchiere di acqua calda

Questo perchè nel mio caso il cafè entrava in circolo con violenza e mi dava dei seri problemi, quindi il mio consiglio è .....

bevete il caffè ma non a digiuno:razz:

wds

Suggerimenti salutistici pratici

Ne avevamo già parlato in passato, per mantenere o regolare la nostra salute la prima cosa da fare è:

AUTOPRESERVARE LA NOSTRA SALUTE

Come prima cosa dobbiamo evitare il più possibili "ansia" e condizioni "stressanti"  per ottenere  vi consiglio di fare un corso di Yoga o di un'altra disciplina orientale che dia importanza all'autocontrollo e alla meditazione.

Passiamo ad un'altra regola; esiste una connessione tra le palme delle mani, con il cervello il cuore e lo stomaco

se vengono scrupolosamente tenute ben pulite i palmi delle mani, si riduce la possibilità di contrarre malattie in quei 3 organi

L'igene del corpo in generale è fondamentale per la nostra salute (pensate ad alcune religioni che hanno codificato le abluzioni come regola)

Pulizia a parte ricordiamoci di quel proverbio americano reso famoso da benjamin Franklin:

Presto a letto e presto alzati rende l'uomo sano, ricco e saggio

(in inglese fa rima)

 

 In ultimo un consiglio (che ancora non ho provato), rubato ad uno "sciamano" indiano di quelli con la barba fino sotto ai piedi conosciuto in un incontro pubblico, per preservare la salute generale e della bocca:

Ruotare e masticare un cucchiaino abbondante di olio di girasole in bocca per almeno 5 minuti; alla fine della pratica sputare l'olio che conterrà una grande quantità di tossine e risciaquare più volte la bocca con acqua

Otterrai lingua pulita e disintossicazione generale

 

a presto con il seguito   ...sulle orecchie e altro

ciao

 

Un limone al giorno toglie i calcoli del giorno

Basta bere un bicchiere al giorno insieme all'acqua per prevenire i calcoli e la "renella".
www.migliorasubito.com

www.migliorasubito.com

Una ricerca del Texas (università di Dallas) conferma ancora una volta che i rimedi tradizionali sono efficaci. Tra gli altri effetti positivi riscontrati troviamo:
  • azione depurativa
  • Azione alcalinizzante
  • Stimolazione della digestione
Insomma viva il limone e le sue "applicazioni" In alcune città nei chioschetti estivi si trova una splendida bibita ... il LEMON_COCCO Niente altro che limone e succo di noce di cocco; dissentante & rinfrescante Se vi capita approfittate

Spirulina! di cosa si tratta?

Quando me ne hanno parlato pensavo di essere preso in giro! Invece no! La spirulina è una microalga di colore verde-azzurro che cresce spontaneamente in alcuni laghi a ph alcalino. E pensate che si trova in questi laghi da almeno 3 miliardi di anni (continua...)

Digerire con l'Anice

Simili a semi, ricchi di oli essenziali digestivi, i frutti dell'anice si usano per preparare infusi che fanno bene a fegato e stomaco. ne avevamo gia parlato in questo articolo cercando di evidenziare tutte le proprietà dei vari semi. In questo caso però parliamo dei "frutti" dell'anice come fosse una spezia da cucina. Se faticate a digerire, se avete spesso un "peso sullo stomaco" se in buona sostanza soffrite in questo periodo di dispepsia, acidità e difficoltà digestive allora l'anice fa per voi!! dalla redazione di migliorasubito.com  occo una veloce tisana che ci aiuta a digerire: preparate un infuso mettendo un cucchiaio di frutti di Anice (si trovano essiccati in erboristeria) in 250 ml. di acqua bollente. lasciate riposare per 5 minuti filtrate e bevetene una tazza, meglio se dolcificate l'infuso con del miele di Acacia. Questa tisana va presa per almeno una settimana dopo pranzo e dopo cena ..... ..E vedrete la vostra digestione sarà da manuale.

E' proprio una "Manna" dal cielo

E' sempre stata nel mio immaginario, ma nella realtà non sapevo cosa fosse... La chiamano "lacrima di frassino", "nettare bianco", "miele di frassino", "rugiada di frassino" o "linfa di frassino" qualcuno la chiama anche "salute della natura". QUesta linfa che mediante un'incisione sgorga e col calore del sole estivo diventa bianca e dolce, avvolge il corpo rotondo dell'albero di frassino. LA MANNA, un prodotto unico al mondo conosciuta dalla notte dei tempi (la stessa manna che Dio ha creato per il suo popolo è ricordata nella Bibbia). La Manna oggi si trova solo a nord di quella parte della sicilia che si affaccia sul mar Tirreno, nel territorio di Castelbuono e Pollina. Ha resistito a tutte le intemperie "moderne"  e ha mantenuto tutti i suoi effetti salutari, spesso non considerati:
  • E' un dolcificante naturale per diabetici
  • E' un "blando" lassativo
  • Coadiuvante del fegato
  • rinfrescante intestinale
  • Diuretico
  • E' un rimedio per le emorroidi
  • E' cicatrizzante
Cosa contiene la manna?

La Manna Pura è un essudato zuccherino costituito principalmente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio e, in misura minore, da levulosio, mucillagini, resine e composti azotati. La composizione qualitativa e quantitativa della manna è molto complessa e l'incidenza percentuale dei suoi costituenti dipende da diversi fattori (la zona di provenienza, l'età del frassino, la costituzione chimico-fisica del terreno e la sua esposizione, l'andamento stagionale, tipologia di manna utilizzata, ecc..) (tabella seguente).

 

Manna in rottame %

Manna in cannolo %
Mannite

40

55 e più
Acqua

10

10
Glucosio

3

2.2
Fruttosio

3,04

2,05
Stachiosio

16

12-16
Mannotriosio

16

6

Sali

(Fe, Al, Cu, Mn, Zn)

2

1,5
Frazione proteica

0.01

0.005
Sostanze non note

9,06

10,785

A COSMOFARMA 2008 l'ho vista davvero e infatti ti voglio segnalare chi produce la manna naturale; http://www.mannaconoscenti.it Ci sono dei video della regione Sicilia molto interessanti ciao e a presto

Una tisana per la digestione difficile

Ciao Qualche settimana fa, avevo scritto un breve articolo riguardo una tisana per depurare il fegato, oggi voglio invece parlarti di un'altra tisana sempre a base di genziana. Questa tisana è coadiuvante nella digestione difficile, la tisana è così composta:
  1. 100 grammi di radice di genziana  
  2. 100 grammi di timo (fiore e foglia)
  3. 50 grammi di menta piperita
  4. 50 grammi di liquerizia radice
  5. 30 grammi di Assenzio
  6. 30 grammi di anice verde
  7. 30 grammi di ginepro bacche
  8. 40 grammi di arancio amaro
Ovviamente come al solito sono andato in erboristeria (la mia erboristeria di fiducia). Come si prepara:
  • INFUSO:  Aggiungere 2 cucchiai di miscela in 250 ml. di acqua bollente, lasciare in infusione per 20 minuti.  può essere dolcificato con l'aggiunta di miele
  • DECOTTO:  Aggiungere 2 cucchiai di miscela in 250 ml. di acqua fredda, portare ad ebollizione per 10 minuti, infine lasciare stemperare il decotto per altri 10 minuti.  può essere dolcificato con l'aggiunta di miele a presto

La calma e la meditazione

Quando non siete calmi evitate di agire, non dite nulla: restate disponibili per voi stessi, centrati in voi stessi. Ci sono sistemi grazie ai quali possiamo tornare a noi stessi e praticare così da riscoprire la nostra calma, la nostra tranquillità, la nostra lucidità. Ci sono sistemi che possiamo mettere in pratica così da capire le reali cause della sofferenza. E questa comprensione ci aiuterà a fare ciò che va fatto, e a non fare ciò che potrebbe essere dannoso per noi e per gli altri (continua...)