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Agopuntura adesso ci credi?

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2 anni fa insieme al mio medico Cinese decidemmo di fare alcune sedute di agopuntura per risolvere alcuni problemi legali alla digestione.

Si hai capito bene l’agopuntura non serve solo per i dolori “esterni” ma anche per riequilibrare scompensi di natura diversa.

Non tutti ci credono, come non tutti credevano che funzionasse come antidolorifico.

Ma studia studia studia……….  alla fine ……. hanno scoperto che FUNZIONA!!

Come mai l’agopuntura funziona? Come fanno semplici aghi a sostituire gli antidolorifici? Semplice: ne producono uno che agisce in modo del tutto naturale.

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L’Università di Rochester, New York, ha scoperto il meccanismo molecolare che sottostà agli effetti analgesici di questa pratica millenaria. Gli aghi infatti stimolano il tessuto trattato a rilasciare una sostanza, finora nota per i suoi effetti pro sonno: l’adenosina. Questo sarebbe allora il segreto degli spilli! Durante la scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscienze, i ricercatori hanno inoltre triplicato i benefici dell’agopuntura aumentando localmente la concentrazione di questo nucleotide. Vediamo più da vicino lo studio.

Utilizzando alcune cavie, i ricercatori hanno appurato che il rilascio dell’adenosina nella zona di dolore – in questo caso le zampe - durante un trattamento di agopuntura standard viene aumentato di 24 volte proprio grazie all’applicazione degli aghi. Quindi gli aghi non solo stimolano la produzione della molecola, ma anche l’aumento del rilascio stesso. Ed è questa che riduce la percezione del dolore.


Studiando quindi il rapporto dell’agopuntura con il sistema nervoso periferico, il team capitanato da Maiken Nedergaard, ha confermato che questa pratica orientale d’origine cinese è efficace e scientificamente vera. Gli aghi vanno a stimolare i tessuti in profondità proprio laddove l’adenosina risiede ed è attiva.


La ricerca allora ha sicuramente scagliato un pietra a favore di una pratica alternativa alla medicina tradizionale che sempre più sta prendendo piede anche in occidente. Non è vero che ha solo un effetto placebo, che è da masochisti o, peggio, da stregoni! Tra l’altro in Italia l’abilitazione a praticare questo tipo di cura è concessa solo a chi è medico chirurgo. Contro il dolore acuto e cronico l’agopuntura agisce davvero come farmaco naturale al 100% perché prodotto proprio da noi stessi.

Questa terapia da sempre mira alla salute e il benessere , anche se pare un controsenso farsi infilare fisicamente sotto la pelle, per alleviare i nostri mali, sottili aghi in punti precisi del corpo come su una mappa. Ma invece funziona e ora sappiamo scientificamente il perché. Inoltre, se fatta a regola, i danni e gli effetti collaterali sono nulli, a differenza delle usuali medicine.

Finalmente abbiamo colto uno dei segreti ancestrali di questa forma di medicina alternativa” dichiara indotto Rosario Porzio, farmacista ed esperto in medicina naturale. "L'agopuntura è stata un pilastro della medicina in alcune parti del mondo per 4.000 anni, ma perché non è stato capita del tutto, molti sono rimasti scettici (...) Il nostro studio mostra che vi è un chiaro meccanismo biologico dietro l'agopuntura" dice proprio Maiken Nedergaard.

Finalmente si inizia ad intravedere e a scoprire i misteri che ci sono dietro le terapie alternative. Fino ad ora non si sapeva come facessero a guarire e, come tante altre terapie olistiche (l’omeopatia, la riflessologia, la naturopatia solo per citarne qualcuna), venivano ghettizzati ai margini della medicina “vera”. Queste medicine, come suggerisce il nome – holos in greco è intero – considerano la persona da curare nella sua totalità e non lo scompongono nei singoli organi che lo costituiscono appunto.

Noi di Migliorasubito.com amiamo ripetere che la medicina tradizionale (cioè allopatica) è valida ma limitata e non può “dettare legge” su tutto.

Infatti queste terapie alternative possono essere integrate con le cure comuni.


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Se quindi finora siete stati scettici e vi siete imbottiti di antidolorifici per curare mal di testa, mal di denti, mal di schiena, ma anche per risolvere patologie non associate al dolore fisico come l’ansia, l’asma, l’insonnia ora potete sapere per certo che la medicina per tutto questo risiede in noi: anche se sembra un ossimoro, potete tranquillamente, per liberarvi dal male, affidarvi non più a mani competenti, quanto piuttosto ad aghi esperti!

Conosci la differenza tra Acido & Alcalino?

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Oggi parleremo di come l’alimentazione incida su acidità e alcalinità dell’organismo e i pregi di un’alimentazione alcalinizzante, e avremo un’ulteriore conferma della bontà della nostra alimentazione mediterranea  (cereali, verdure a volontà, legumi tutti i giorni, frutta fresca e semi oleosi, latticini, uova, poco pesce, poca carne solo bianca).

Il ph (Pondus Hydrogenii) è l’unità di misura del grado di acidità/alcalinità di una sostanza. La scala va da 0 a 14. Da 0 a 7 la sostanza è acida, da 7 a 14 essa è alcalina (o basica). Il valore 7 rappresenta la neutralità.

Pochi si occupano e si preoccupano del delicatissimo meccanismo di mantenimento del giusto ph all’interno del nostro organismo, mentre invece è una delle sue attività prioritarie, tanto che per mantenerlo nel giusto intervallo (che può oscillare di pochissimi decimi di punto, pena la morte) è disposto a mettere in secondo piano la salute di organi e apparati e non bada a interventi anche estremi pur di rimediare a una oscillazione troppo marcata.

Il sangue di un individuo in ottima salute ha sempre un ph di 7.4 (leggermente alcalino), mentre il ph medio dei vari tessuti (più che altro dei liquidi presenti fra le cellule) oscilla con i ritmi circadiani (cioè giorno-notte) fra una tendenza verso l’acido mattutina e una più alcalina serale, mantenendosi comunque strettamente vicino alla neutralità (che è ph 7). L’organismo è dotato di un sofisticato sistema tampone il cui scopo è il mantenimento del ph leggermente alcalino necessario al corretto svolgimento del metabolismo. Gli stati di malattia alterano il ph tissutale costringendo l’organismo a grandi sforzi per riportarlo al giusto valore.

Fattori che aumentano l’acidità in un organismo in salute:
- Il normale ricambio cellulare
- Gli alimenti acidificanti
- Alimentazione eccessiva
- Stress emotivo e psicologico
- Stress fisico
- Sedentarietà (per la minore ossigenazione dei tessuti)

Fattori che aumentano l’alcalinità in un organismo in salute:
- Gli alimenti alcalinizzanti
- Alimentazione moderata
- L’attività fisica moderata (per la maggior ossigenazione)

E’ ormai assodato che l’invecchiamento si associa ad una costante perdita di composti alcalini. Questo porta ad un aumento di fenomeni di iperacidosi locali e conseguenti fenomeni di infiammazione e condizioni favorevoli alla degenerazione dei tessuti

Un aspetto interessante legato all’invecchiamento associato alla perdita di alcalinità (e dunque ad una progressiva acidosi) è che questo può voler dire due cose: o è l’invecchiamento che porta a questa naturale perdita oppure è la progressiva acidosi che lo causa (o accelera, visto che non siamo immortali). In questo secondo caso (estremamente interessante), mantenere ben fornite le riserve alcalinizzanti dell’organismo potrebbe voler dire invecchiare meglio, più lentamente e con meno malattie degenerative.
Un altro effetto più subdolo di un eccesso di acidità è dovuto al fatto che l’organismo, per contrastarla, deve mettere in circolo composti alcalinizzanti. Gli elementi chimici che ha a disposizione sono principalmente i bicarbonati e i quattro minerali calcio, potassio, sodio e magnesio con i loro composti. Se non ci sono in circolo abbastanza composti alcalinizzanti l’organismo in emergenza li mobilita dai tessuti, prelevando ad esempio il calcio presente nelle ossa (la maggior riserva di minerali che abbiamo) e nei denti e causando a lungo andare osteoporosi.
Il problema è che possiamo andare avanti per anni a erodere le nostre ossa prima di accorgerci della nostra acidosi.

Attenzione: non pensiamo che più il ph è alcalino meglio sta l’organismo. Non è assolutamente così. Semplicemente il ph deve rimanere al giusto valore, poiché variazioni in qualsiasi direzione anche di pochi decimi di punto possono portare alla morte. Il problema è lo sforzo continuo che il nostro metabolismo deve fare per mantenere il giusto valore di ph (e spesso, con l’alimentazione diffusa oggi, non ce la fa), tenendo presente che fronteggiare un’acidosi (soprattutto se protratta nel tempo) è molto più problematico e faticoso che fronteggiare un’alcalosi, che infatti è molto meno frequente in un individuo sano. Se dunque dobbiamo stare molto attenti ad una dieta eccessivamente acidificante, possiamo porci meno limiti riguardo gli alimenti alcalinizzanti, e aiutare così il nostro corpo nella lotta all’acidità con la dieta.

Sapere se il nostro organismo tende all’acidosi o comunque sapere il ph medio non è facile per due motivi: il primo è che gli esami che misurano il ph tissutale medio sono complessi, e il ph dei fluidi oltre il sangue (tipo urina, saliva) non è sempre indicativo del ph reale perché il ph di questi fluidi cambia nel corso della giornata. Il secondo è che misurando ad esempio i ph di sangue, urina e saliva, e trovandoli perfetti, non possiamo dire di non avere problemi di tendenza acida perché magari in quel momento l’organismo sta facendo uno sforzo immane per mantenere, come è tassativo, il ph nell’intervallo vitale, con grande smobilitazione di riserve di minerali alcalini anche dalle ossa.

Tuttavia un’indicazione di massima si può avere. Per prima cosa occorre procurarsi una confezione di cartine al tornasole. Si trovano in farmacia (potete tranquillamente dire che vi servono per misurare il ph dell’urina) in forma di striscette di carta o di rotolini continui da cui si strappano volta per volta le porzioni di striscia che servono (più economici). Immergendo la striscetta nel liquido essa cambia di colore, e confrontandolo con la scala riportata sulla scatola possiamo sapere il ph del liquido. Una volta in grado di fare le misure occorre annotarsi il ph dell’urina misurata nell’arco della giornata (la mattina appena alzati, metà mattina, dopo pranzo, pomeriggio, dopo cena). Se sapete di avere un’infezione urinaria anche lieve in corso rimandate, poiché essa la renderebbe sempre alcalina. Se invece state bene, solitamente al mattino risulta più acida, per poi diventare più alcalina a metà mattina, di nuovo acida dopo pranzo, molto alcalina al pomeriggio e nuovamente acida la sera dopo cena. Se già al mattino l’urina è alcalina allora siete messi bene, e se durante la giornata, pur scendendo il ph, si mantiene diciamo sopra 6.5 e al pomeriggio supera abbondantemente 7.5 avete buone probabilità di essere sulla strada giusta. Viceversa se si mantiene acida per buona parte della giornata e la mattina è molto sotto ph 6.0 allora abbiamo un po’ di lavoro da fare. Lo stesso si può fare con la saliva, così avremo un parametro in più.

Come fare a contrastare la tendenza all’acidosi?

Come vedremo la dieta può fare molto.

Cominciamo dall’acqua. E’ buona norma bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno, comprendendo in questo conteggio eventuali bevande e il tè del mattino o del pomeriggio. Solitamente l’acqua dell’acquedotto è leggermente alcalina (per legge deve avere in ph fra 6.5 e 8.0 ma di solito è 7.5), e comunque possiamo misurarlo con una cartina al tornasole. Le acque in bottiglia possono avere un ph molto variabile, ma fortunatamente lo si trova sempre indicato in etichetta (a volte con la dicitura “concentrazione ioni idrogeno” o la desueta “potenza di idrogeno”). Evitiamo le acque acide, cioè con ph minore di 7.0, e preferiamo quelle alcaline. Personalmente ho trovato al supermercato acque con ph fino a 8.0 (ho scelto quelle), e nella mia indagine ne ho viste anche con ph inferiore a 6.0 (troppo acide). Bere acqua alcalina può aiutare l’organismo nella lotta all’acidosi. Esistono anche studi sull’utilizzo di acqua ionizzata alcalina (sono anche in vendita ionizzatori per l’acqua del rubinetto). Sembra molto efficace, anche se poco “naturale”.


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Riguardo gli alimenti, prima di tutto una precisazione: gli alimenti acidi o aciduli non sono necessariamente acidificanti, anzi spesso è l’opposto. Gli agrumi ad esempio (il succo di limone può avere anche ph 2.5) contengono acido citrico, che fa parte dei cosidetti “acidi deboli” (citrico, tartarico, malico, …) che con la digestione vengono trasformati in carbonati (di sodio, di calcio, di potassio, …) e dunque gli agrumi finiscono per essere molto alcalinizzanti. Viceversa cibi per niente acidi (come la carne) possono essere molto acidificanti. Il cibo più acidificante sono appunto le proteine animali.
Gli esami per dire se un cibo è acidificante o alcalinizzante sono complessi (occorre analizzare gli alimenti dopo la digestione, fare misurazioni del ph fisiologico) e probabilmente ne sono stati fatti pochi nel corso degli anni. Questo ha portato alla pubblicazione di tabelle spesso anche contraddittorie (si spera negli studi futuri). Le linee principali son però ben definite, e analizzando le varie tabelle si possono riassumere così:

Acidificanti

  • carne (proteine animali)
  • cereali raffinati (farina bianca ’0? e ’00? e loro derivati, pane bianco, pasta bianca, riso brillato, …)
  • zucchero e dolciumi
  • formaggi vaccini (soprattutto stagionati)
  • grassi animali (burro, strutto, …)
  • pesce
  • uova

Debolmente acidificanti o alcalinizzanti (più o meno neutri)

  • cereali integrali (il miglio è il più alcalinizzante)
  • formaggi ovini e caprini
  • grassi vegetali (olio di oliva, olio di semi, …)
  • latte, yogurt
  • legumi

Alcalinizzanti

  • verdura (le solanacee, cioè pomodori, melanzane, peperoni e patate sono poco alcalinizzanti, quasi neutre)
  • frutta (tranne mirtilli e prugne che sono un po’ più acidificanti)

Come tu stesso puoi constatare è facile ritrovarsi in acidosi consumando molti alimenti acidificanti, mentre è estremamente difficile sviluppare alcalosi consumando molti alimenti alcalinizzanti, e anche che un’alimentazione eccessiva e il sovrappeso (anche se la dieta è equilibrata) possono portare ad acidosi. Guardando le tabelle ci si rende subito conto di quanto sia pericolosamente acidificante lo stile alimentare diffuso al giorno d’oggi (cereali raffinati e dolcificati, poche verdure e frutta, quasi niente legumi, troppa carne, bibite acide e dolcificate, alimentazione eccessiva, …).
Chi per evitare l’osteoporosi evita i cereali integrali per via dell’acido fisico che ruba il calcio, paradossalmente peggiora la situazione, poiché i cereali raffinati sono molto acidificanti, e il rischio di smobilitare calcio dalle ossa è concreto. Parimenti, un eccesso di latticini vaccini, più acidificanti di quelli di pecora o capra, possono avere un effetto demineralizzante, all’interno di una dieta squilibrata, e dunque peggiorare l’osteoporosi.

Insomma l’alimentazione è la chiave di tutto.

tanta frutta e verdura, una grande quantità di alimenti alcalinizzanti, questo è quello che dovresti fare.

Ridurre l’uso della carne (soprattutto quella rossa) minimizza l’alimento più acidificante, cioè le proteine animali, e le sostituisce quasi completamente con quelle vegetali (legumi + cereali integrali).

I 7 amici della salute degli adolescenti

Gli 7 amici della salute dei bambini e ragazzi, non sono né cibi, né farmaci:

si chiamano complementi alimentari naturali e sono sostanze che aiutano a preservare benessere e vitalità in modo sicuro e naturale.

La natura offre alcuni elementi chiamati complementi alimentari naturali.

Per la loro straordinaria capacità di contenere tutti gli elementi necessari all’organismo in forma concentrata, naturale e altamente assimilabile, queste sostanze vengono usate con successo da anni per prevenire, migliorare o guarire disturbi e malattie.


Pappa reale: allergie, anoressia, colite, dolori e disturbi mestruali, ulcere, malattie cardiovascolari.
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Olio di fegato di ippoglosso: ritardo di crescita, decalcificazione, carie, fratture,  rachitismo.
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Olio di lino: allergie, infezioni recidivanti (bronchiti, sinusiti, cistiti, raffreddori, influenze), malattie cardiovascolari, pelle secca.
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Spirulina: acne, anemia, convalescenza, malattie cardiovascolari, dismenorrea, eczemi, ipercolesterolemia, obesità, problemi oculari, deficit del sistema immunitario,
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Germe di grano: astenia, convalescenza, depressione, intossicazione, , eczemi, acne, pelle secca, dismenorrea, sindrome premestruale, ustioni.
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Polline: anemia, astenia, fragilità capillare, colite, dimagrimento, disturbi della termoregolazione, eczemi, influenza, affaticamento della vista, stipsi.
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Olivello spinoso: astenia, debolezza di capillare, ematomi, gengive sanguinanti, influenza, infezioni, intossicazioni, stress.
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ATTENZIONE !!

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Come ti ho già detto nel precedente articolo, io alcuni di questi “complementi naturali” li uso per me. mentre altri li ho usati (anzi li sto usando adesso) per mio figlio.

Chiedi sempre al tuo medico di fiducia, ma ricordati il miglior medico di te stesso (e dei tuoi cari) SEI TU!  quindi proponi chiedi consiglio, insomma non essere passivo con il tuo medico, perché la discussione porta sempre vantaggi.

A volte il medico preso in mille problemi giornalieri si “dimentica” di darti un suggerimento semplice ma efficace, quindi sii propositivo.

Come avviene una seduta di cristalloterapia?

Iniziamo con il dire cosa è la CRISTALLOTERAPIA





La Cristalloterapia è un metodo di guarigione naturale che utilizza cristalli, pietre e minerali di varie forme e colori per raggiungere e mantenere uno stato di benessere psico-fisico stimolando le risorse naturali dell’individuo.
Chiunque può accostarsi a questa pratica purché munito di rispetto per questi preziosi amici e voglia di mettersi in discussione. Praticare Cristalloterapia significa soprattutto crescita e cambiamento, il benessere fisico è una piacevole conseguenza della forte spinta introspettiva a cui portano i cristalli.

La cristalloterapia è una pratica di medicina alternativa che si prefigge di eliminare disfunzioni o malesseri mediante la collocazione di cristalli di quarzo o di altri minerali in determinati punti del corpo.

Secondo i sostenitori della pratica, ogni cristallo sarebbe dotato di una sorta di “campo energetico” proprio e avrebbe quindi la capacità di entrare in contatto con ogni forma vivente del regno animale. Il cristallo opererebbe a loro dire nel corpo umano sui piani fisico-emotivo-mentale e spirituale, riportando l’equilibrio e l’armonia. Scientificamente, non esiste alcuna prova di tali affermazioni, e la stessa espressione campo energetico nel senso inteso dalla cristalloterapia è priva di ALCUN SIGNIFICATO O RISCONTRO





Come avviene una seduta di cristalloterapia?

La persona da trattare viene fatta stendere comodamente su un tatami o un lettino terapeutico, in una stanza energeticamente (e non solo) pulita, con un’adeguata atmosfera con musica rilassante, luce soffusa o candele e incenso.

Mentre la persona è sdraiata, in fase di rilassamento l’operatore provvede a fare un’analisi energetica e inizia a porre i cristalli sul corpo: mandala sui chakra, mandala su punti del corpo in disequilibrio, pietre su punti del corpo problematici o fuori dal corpo fisico, cioè a contatto con i corpi sottili.

I cristalli vengono scelti e posizionati nel modo più confacente alle esigenze del singolo soggetto. Non esistono modelli prefissati: la bravura di un cristalloterapeuta sta nel commisurare la giusta combinazione energetica di cristalli alla persona da trattare.

La seduta dura dai cinquanta minuti ad un’ora, salvo eccezioni. In questo lasso di tempo l’operatore provvede a rimuovere i blocchi energetici e ripristinare un corretto equilibrio tramite l’utilizzo di altri cristalli o inserendo degli elementi di Reiki o altre discipline olistiche in cui è specializzato.
La cristalloterapia ripristina l’equilibrio energetico e psicofisico creando un progressivo miglioramento della salute.

SEI LIBERO DI NON CREDERCI !

Però a questo punto se hai letto fino a quì, è giusto che ti racconti una storia......

Il mese scorso il mio amico ed esperto di benessere FRANCESCO GRASSO, mi ha fatto provare una di  quelle "carte magnetiche" che dovrebbero aumentarti l'energia.

Io l'ho provata e ti devo dire che facendo alcuni "test" sono rimasto stupefatto.... te ne parlero in modo più dettagliato in un prossimo articolo.

lascia il tuo nome ed email per essere avvisato. :)

Bambini con poca vitamina D

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Alcuni giorni fa, con l'arrivo dell'estate ho notato che le unghie dei piedi di mio figlio, avevano una maggiore fragilità di quelle delle mani

Allora mi sono subito detto;  Cavolo ma come sono responsabile di un blog che da consigli di benessere e poi non faccio attenzione ad alcuni segnali chiari come lo stato delle unghie di un bambino?

Mi sono precipitato dalla pediatra con le idee chiare: rinforzare il calcio, la vitamina D, E K  e fagli assumere alcuni complementi utili per la crescita.

Non basta mangiare di tutto, non mi importa di quello che pensi,... io mi sono fatto negli ultimi 10 anni questa idea, purtroppo la qualità dei nostri cibi è scadente per come sono i sistemi di "produzione"

Parliamoci chiaro, l'insalata dell'orto di mia nonna in Abruzzo ha completamente un sapore diverso da quella che compro al mercato, per non parlare della frutta o della carne,

Ho chiesto alla pediatra se era possibile usare l'olio di fegato di merluzzo,  o qualcosa di simile.

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Mi propone uno sciroppo di OLIO DI FEGATO DI IPPOGLOSSO  (haliborange), che non conoscevo. Questo sciroppo integra molte proprietà tra quelle che avevo in mente e dopo l'opportuna visita medica mi ha confermato la necessità di "integrare".

Mi sono documentato  e spero che queste informazioni possano esserti utili perché gli oli di fegato di pesce sono gli unici alimenti che contengono grandi quantità di vitamina D, essenziale per la crescita e la formazione dello scheletro.

I pesci da cui si ricavano questi oli sono l’ippoglosso (che non conoscevo)  e il merluzzo. Si tratta di pesci di grandi dimensioni (lunghi fino a 2 m) che vivono nelle acque fredde dei mari oltre il circolo polare.

Conosciuti come pesci indispensabili per una corretta alimentazione, non forniscono solo carni bianche  e delicate, ma anche sostanze lipidiche contenute nel loro fegato e ricche di vitamina D, A e F.

Perché i lipidi epatici di questi pesci si trovano sotto forma di olio e non di grasso, come accade negli altri animali?

Per rispondere a questa domanda, bisogna ricordare che gli acidi grassi che formano i lipidi sono di due tipi: saturi ed insaturi.

Come indicato dal loro nome, i primi hanno saturato, cioè utilizzato tutte le capacità di combinarsi con altri atomi e molecole, cosa che non si verifica con gli acidi grassi insaturi.

Ciò che distingue un grasso da un olio non è, come generalmente si crede, l’origine animale o vegetale del prodotto, ma il suo tasso di acidi grassi saturi e insaturi.

Per tutte le sostanze contenenti lipidi (burro, strutto, olio di girasole, etc.) sono composte da due tipi di acidi grassi; il tasso di ciascuno di essi varia a seconda dei casi .

Le fonti alimentari di vitamina D sono poche numerose e poco abbondanti. Il fabbisogno quotidiano è stimato pari a a poche centinaia di UI 8 unità internazionali) che, in caso di malattia, possono aumentare fino a qualche migliaio di UI (dose terapeutica).

La vitamina D è presente nel burro (40 UI per 100 g), nel fegato dei ruminanti (50 UI), nel formaggio (100 UI), nei funghi (150-350 UI), nelle uova (200 UI), nelle sardine sott’olio (300 UI) . l’olio di fegato di ippoglosso, invece, ne contiene 2-3 milioni di UI per 100 g!!!

Un rapido calcolo permette di rendersi conto che le fonti alimentari di vitamina D sono troppo scarse per soddisfare il fabbisogno  di questa vitamina . com’è possibile allora che non si instauri una carenza???

(continua...)

Esiste una relazione?

Stiamo finalmente terminando gli audio dei 5 Tibetani, Livio non vuole registrare la sua voce e questo ci crea dei problemi.

Proprio in una delle discussioni fatte assieme in questi giorni, gli ho chiesto di spiegarmi (e di farsi dire da sua moglie HONG)  qual'è la relazione tra i 5 TIBETANI e il TAI CHI

Tu che ne pensi?

Io ho praticato Tai chi per 2 anni (molto poco) e mi sono convinto che esiste una relazione tra tutte le cosidette arti interne

I Riti TIbetani possono rappresentare il "distillato" il "succo del benessere" di queste arti.

Guardando questo video in cui una bambina si esercita sono rimasto incantato dalla flessibilità e dai movimenti....


Livio continua a ripetermi che da quando vede i suoi "suoceri" fare i riti tutti i giorni, lui non ha dubbi sul motivo del benessere e dell'aspetto giovanile di queste persone.

Bene Livio !!  allora cosa aspetti a darci questo manuale sui 5 riti Tibetani?


Frequenze "Binaurali" e benessere personale

Ciao

cosa stai ascoltando in questo momento? musica? oppure il silenzio?

Comunque il tuo cervello, sta facendo dei calcoli complessi su quello che ascolta, fa differenze somme mix  si si! proprio come fosse un DJ.

Mi sono sempre chiesto come mai certe melodie e certe "voci" mi sono sempre piaciute e sono la mia "valvola di sfogo" quando mi devo rilassare,

ad esempio per me (anzi per il mio cervello), Battiato in alcuni suoi brani  induce calma e rilassatezza.


Meglio ancora alcuni canti tibetani o mantra o i canti dei monaci cattolici.


Uno dei segreti ma non l'unico sta nelle frequenze (onde sonore) che risuonano con le frequenze del nostro cervello.

Si! perchè alla fine quando si ascolta il nostro cervello lui  "emette" delle onde:

Queste sono le quattro categorie di base, cui corrispondono diversi stati mentali


  • Beta (frequenza tra 40.0 - 13.0 Hz)
  • questa è la frequenza più veloce, corrisponde allo stato di normale coscienza ed è associata all’attenzione, allo stato di veglia, alla concentrazione e all’attività fisica e manuale; per la maggioranza delle persone e nella maggior parte del tempo le onde cerebrali beta sono prevalenti rispetto alle altre. Nella fascia alta di questa categoria (sopra 30 Hz ed anche oltre 40 Hz) possiamo trovare stati di disagio, stress, ansia, nevrosi, ecc.


  • Alpha (frequenza tra 12.9 - 8.0 Hz)
  • le onde cerebrali in questa categoria sono quelle che accompagnano stati di rilassamento e profonda concentrazione. Nella fascia alta di questa categoria troviamo stati di concentrazione relativi a quello che si può chiamare “super apprendimento” mentre nella fascia bassa troviamo stati di rilassamento come i momenti precedenti il sonno, la meditazione leggera, l’introspezione, ecc.


  • Theta (frequenza tra 7.9 - 4.0 Hz)
  • le onde cerebrali in questa categoria sono quelle del sonno REM (rapid eye movement, lo stadio del sonno in cui sognamo) che sono associate con stati di altissima creatività, guarigione, intuizione, profonda comprensione, sogni lucidi. Abitualmente, questa categoria si raggiunge in stato di veglia solo con la meditazione profonda: esperimenti con EEG hanno riscontrato onde Theta in monaci Zen durante le loro pratiche. Alcuni psicologi ritengono che questo stato sia la porta che conduce al subconscio.



  • Delta (frequenza tra 3.9 - 0.1 Hz)
  • la frequenza più bassa delle onde cerebrali, che di solito si raggiunge solo nello stadio del sonno profondo e senza sogni oppure nella trance (anche ipnotica); la mente in questo stato non è attiva, l’uomo è in uno stato di incoscienza e non ha alcun controllo razionale.


Queste categorie sono una semplificazione (e non tutti sono d’accordo sulle ampiezze delle frequenze) e non tengono conto delle differenze anche notevoli che ci sono all’interno di una stessa categoria, ad esempio tra una frequenza di 16 e una di 22 Hz. Inoltre, non c’è mai una attività cerebrale con una unica frequenza,

Le "BINAURALI",  sono l'applicazione di queste differenze in frequenza tra un orecchio e l'altro, in modo che il cervello ne venga stimolato positivamente. Queste riescono a stimolarlo in differenti maniere, agevolando il rilassamento, l'apprendimento, la meditazione, il sonno e molti altri aspetti della vita.


Cosa sono e come si usano dunque, le frequenze "Binaurali"??


Facciamo un esempio:

Se un tono costante di 424 Hz (1 Hertz = 1 impulso al secondo), viene applicato all'orecchio sinistro, e un altro tono costante di 454 Hz viene applicato all'orecchio destro, la differenza di 30 Hz verra' percepita dal nostro cervello; e cio' lo stimolera' in diversi modi.


Le frequenze "Binaurali" quindi possono essere usate come stimolo e come supporto per il nostro cervello per raggiungere un determinato OBIETTIVO

Tieni comunque conto che il fatto di ascoltare passivamente le frequenze non è necessariamente sufficiente ad alterare il tuo stato cerebrale;  la predisposizione, la capacita', la forza di volonta' e la concentrazione aiutano molto e donano effetti piu' intensi.


  • SE VUOI Aiutare la meditazione

La meditazione consiste nell'alterare, con la forza di volonta', il proprio stato cerebrale, portandolo allo stato desiderato.

Queste tecniche possono aiutare a raggiungere lo stato di rilassamento necessario per eseguire una buona sessione di meditazione.

Le frequenze più adatte si trovano nella gamma delle frequenze Alpha; cioe', da 8Hz a 13Hz.


  • SE VUOI Aumentare la capacità di apprendimento

La condizione Theta (4Hz-7Hz) favorisce la capacità e la velocità di apprendimento.

Infatti, i bambini vivono, naturalmente, nella fase Theta, piu' che gli adulti; e, cio', spiega perchè essi riescano ad apprendere, molto meglio che gli adulti, per esempio, una seconda lingua.

Anche le frequenze Alpha sono di incalcolabile utilita', durante l'apprendimento.

Queste tecniche possono essere utili anche per alleviare mal di testa, per la riduzione del fabbisogno di sonno; per l'eliminazione della depressione, dei disordini nella capacità di attenzione e della concentrazione, e per molto altro.

NOI di MIGLIORASUBITO.COM stiamo preparando per te una sorpresa eccezionale!

Abbiamo terminato i CINQUE TIBETANI e a chi si registra  entro Novembre faremo un grandissimo sconto su un nuovo prodotto che lanceremo in anteprima a Natale:

Il Lago di "Koy Carp"

Il lago di Koy carp è un file audio con all'interno molte tecniche di rilassamento:

  • frequenze binaurali
  • voce guida
  • visualizzazioni

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